Democratici nel mondo
Materiali
PD
AreaDem
12 Marzo 2012

Formigoni, la Lega
e la fine del modello lombardo

Argomento: Politica
Autore: Franco Mirabelli

Di fronte all'ennesima inchiesta che coinvolge la Regione Lombardia e colpisce il Presidente del Consiglio Regionale, la reazione di Formigoni è imbarazzante. In sintesi, il governatore, di fronte ai guai giudiziari di esponenti di spicco della sua maggioranza che, tra l'altro,nella scorsa legislatura aveva scelto nella sua Giunta, si tira fuori, rivendica il fatto che non ci sono atti della sua Giunta sotto osservazione da parte dei magistrati e lamenta un complotto per nascondere il buon governo della Lombardia all'opinione pubblica, insistendo a raccontare di arresti e avvisi di garanzia come se tutto ciò non lo riguardasse.

Invece lo riguarda. E non solo perché sotto inchiesta ci sono almeno 6 assessori che, in tempi diversi, Formigoni ha scelto e a cui ha affidato ruoli importanti di governo, non solo perché risulta evidente che in questi anni si è costruito un sistema regionale che non garantisce controllo e trasparenza, non solo perché questa legislatura è iniziata con uno scandalo, quello delle firme false, e prosegue segnata più dalle inchieste che dagli atti di governo, ma soprattutto perché - e questo non può nasconderlo - è evidente che il sistema che si è consolidato in 17 anni di governo formigoniano non regge più: ha prodotto e produce contraddizioni, ha esaurito, avremmo detto un tempo, la sua spinta propulsiva ed ora è evidentemente inadeguato a garantire lo sviluppo e il futuro della Lombardia.

Non c'è solo una evidente crisi morale che, tra l'altro, conferma l'idea che tanto potere, come quello detenuto per 17 anni da Formigoni, per tanto tempo senza ricambio non aiuta la trasparenza e rischia di far prevalere il mantenimento e la gestione del potere rispetto all'interesse pubblico. C'è soprattutto una crisi politica, manca un progetto diverso da quello di accumulare poteri e il futuro non è una opportunità da cogliere, su cui investire e progettare, ma il tempo a cui bisogna guardare con l'obbiettivo di conservare le cose come stanno.

Formigoni in questi anni ha trasformato la Regione da istituzione con il compito prioritario di legiferare, in un sistema capace di intervenire direttamente e pesantemente nella gestione delle grandi questioni del territorio: dalla sanità all'ambiente, dall'urbanistica all'informatica. Lo ha fatto attraverso le sue società rigorosamente controllate dalla Giunta, in cui agli stessi consigli di amministrazione vengono tolti poteri, e che sono governate da direttori nominati dalla stessa giunta. Si è creato un modello chiuso, con cui non solo la Regione ha assunto di fatto ruoli e funzioni che non gli spetterebbero, ma ha prodotto un centralismo impressionante. È chiaro che la volontà di accentrare tutto ha consentito a Formigoni la possibilità di godere di una straordinaria macchina di consenso, ma oggi - e lo dico senza sottovalutare il peso grandissimo e il favore di cui ancora gode - è evidente che questa scelta di controllare e omologare tutto non ha favorito la trasparenza e ha reso il sistema più permeabile agli abusi e, d'altra parte, ci sono forze vive e innovative, economiche e sociali, che cominciano a sentirsi soffocare, chiedono più apertura e più cambiamento. Aggiungo che, in questi anni, la percezione della distanza tra interesse generale e l'interesse del potere formigoniano è aumentata sempre più.

Un'ultima riflessione riguarda la Lega che, in una alleanza che si regge su una trattativa continua più che su un progetto condiviso, ha scelto di omologarsi all'idea della gestione del potere e dell'esistente, della spartizione. Le vicende che emergono in questi giorni ma, soprattutto la reazione scomposta che hanno avuto i vertici leghisti segna chiaramente la distanza tra la Lega del "Roma ladrona" e ciò che la Lega è oggi. E sicuramente la crisi politica di Formigoni e di questa maggioranza, di cui abbiamo chiesto le dimissioni, sta anche in questo: chi con quegli slogan mirava a proporsi per il cambiamento facendo leva sull'antipolitica e il disagio del nord, oggi si trova a difendere un'esperienza di governo che ha in sé tutti i difetti che volevano combattere.

 

Le foto presenti su nuovitaliani.it sono prese in larga parte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
Powered by Adon