Democratici nel mondo
Materiali
PD
AreaDem
10 Maggio 2012

Il crepuscolo del regno
del “celeste” Formigoni

Argomento: Politica
Autore: Franco Mirabelli

In Regione Lombardia si sta chiudendo un ciclo, quello del governo Pdl-Lega, quello del Formigonismo. E si sta chiudendo per una crisi che è morale e politica insieme. Non si può far finta di niente, prima di tutto, di fronte agli scandali che hanno coinvolto la sanità lombarda, che hanno portato agli arresti di personalità della maggioranza su vicende legate alla gestione dei rifiuti e del territorio, alle inchieste che toccano almeno otto assessori o ex assessori delle giunte guidate dallo stesso Formigoni.

C’è un problema di credibilità delle istituzioni che è messa in discussione, c’è un fallimento di un’esperienza di governo che ha accentrato sulla giunta regionale un enorme potere e c’è anche il fatto evidente che chi governa la Lombardia oggi pensa a difendere se stesso, è ostaggio degli scontri interni al Pdl, dei regolamenti interni alla Lega dopo i recenti scandali e si può occupare solo di questo, non certo dei lombardi, dei loro bisogni e del futuro. La nostra Regione ha bisogno di ben altro. Per questo, non per ossessioni giustizialiste, chiediamo a Formigoni di dimettersi.

In questi anni la Regione, da ente legislativo, si è trasformata in un enorme apparato, in cui su temi importanti come sanità, casa, territorio e ambiente, oltre a fare le norme si gestiscono – attraverso una miriade di società o direttamente – le politiche. Un potere enorme, sempre più centralizzato e centralistico, chiuso e, quindi, sempre poco trasparente. C’è un controllo maniacale delle nomine delle direzioni delle società. Servirebbe recuperare la funzione legislativa e regolatrice della Regione, aprirsi, valorizzare le energie, le realtà della società lombarda, investire su di esse anziché tentare di controllarle. E, soprattutto, uscire dalla logica di Formigoni che oggi è costretto a guardare solo al quotidiano, a difendere il gigantesco sistema di potere che ha creato, mentre serve ricominciare a pensare ad investire sul futuro e non per perpetuare il proprio comando ma al servizio del benessere dei lombardi.

La sanità lombarda è da sempre eccellenza e ciò lo si deve alle tante competenze che vi hanno lavorato e l’hanno costruita. C’è una tradizione che viene da lontano e di cui Formigoni non può assumersi il merito. In questi anni, però, a partire dal principio della libertà di scelta, si è creato un mercato sanitario in cui pubblico e privato sono stati messi sullo stesso piano e che si è alimentato con i soldi pubblici. Dal punto di vista concreto, ciò ha portato ad un aumento delle prestazioni, anche non necessarie, non sono diminuite le liste d’attesa e i lombardi – per garantire il pareggio di bilancio, di cui Formigoni si vanta – pagano un’addizionale Irpef e ticket che in altre regioni non ci sono. La vicenda del San Raffaele mette in evidenza problemi che riguardano l’efficienza dei controlli sugli enti che usano soldi pubblici e i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti.

Formigoni, quindi, deve dimettersi perché non è più, né lui né la sua maggioranza, in grado di pensare ai lombardi e al loro futuro. Noi siamo pronti. Vogliamo costruire un’alleanza di tutte le forze che oggi stanno all’opposizione in Regione con la società lombarda che vuole cambiare. Un’alleanza tra le forze politiche, movimenti, esperienze civiche che metta in campo una proposta nuova, credibile e di governo come è stata quella che ha portato alla vittoria di Pisapia a Milano.

Le foto presenti su nuovitaliani.it sono prese in larga parte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
Powered by Adon