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26 Giugno 2012

Un patto civico
per cambiare la Lombardia

Argomento: Politica
Autore: Franco Mirabelli

Le notizie che quotidianamente aggiungono nuovi tasselli alle vicende che riguardano il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni definiscono un quadro che, al di là delle responsabilità giudiziarie, risulta incompatibile con l’esercizio di un ruolo pubblico tanto importante, a cui la legge attribuisce tanto potere ma che, proprio per questo richiede comportamenti trasparenti e capaci di dare ai cittadini la certezza di poter avere fiducia nelle istituzioni.

Abbiamo già chiesto a Formigoni di dimettersi proprio per tutelare la credibilità delle istituzioni, per liberare la Regione dal discredito che viene dalle inchieste in atto che riguardano e coinvolgono un sistema di governo, hanno investito, a diverso titolo e su vicende diverse, almeno dieci persone scelte dal presidente per fare gli assessori e perché la crisi morale e politica di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti.

Ciò che si sente dire dal presidente in questi giorni per difendersi descrive da solo l’abisso che ormai lo separa dai cittadini. Come è possibile che non si capisca che se un funzionario di banca andasse in vacanza con un cliente a cui ha concesso un fido a spese del beneficiato questa sarebbe considerata una violazione del codice etico e morale dell’azienda e, se va bene, il bancario verrebbe destinato ad altro incarico? Come è possibile che si possa considerare normale farsi pagare lussuose vacanze da una persona che ha interessi corposi in campo sanitario che dipendono dalle scelte che farà la giunta regionale come è avvenuto a Formigoni? Forse non sarà reato ma certamente dimostra scarsa sensibilità e prudenza oltre ad accreditare l’idea che quello per cui si lavora non è l’interesse generale e che le regole che valgono per i cittadini non valgono per il Celeste.

Per quanto tempo durerà questa agonia, per quanto tempo il centrodestra lombardo continuerà a gettare discredito su istituzioni già fortemente investite da una crisi di fiducia crescente, per quanto tempo la Lega riuscirà a tenere insieme ciò che è inconciliabile, le scope che fanno pulizia e il sostegno a Formigoni? Queste risposte non le abbiamo, ma certamente si sta chiudendo una stagione politica e ora al centrosinistra, e al PD prima di tutto, spetta costruire e rendere credibile una alternativa che rimetta al centro i problemi, i bisogni e il futuro dei lombardi, che investa sulle tante energie che il centralismo di Formigoni ha spesso frustrato.

In queste settimane ha preso corpo un’idea, quella di costruire un patto civico per cambiare la Lombardia. L’idea, cioè, di chiedere a persone rappresentative della società, impegnate nel mondo dell’associazionismo, delle professioni, delle università, di dare un contributo alla costruzione di un progetto di cui il PD vuole essere promotore, che vuole accompagnare, tornando a essere strumento a disposizione del cambiamento capace di fare un passo indietro rispetto a politicismi, tatticismi, opportunismi per mettersi all’opera, insieme a tante e tanti, e costruire il cambiamento, fuori da ogni schema ideologico, nel nome dell’innovazione, dell’attenzione al futuro, alla vita concreta delle persone, ai principi di equità e giustizia sociale.

Il primo passo concreto in questa direzione è stata la tre giorni di incontri organizzata in Regione dal gruppo del PD che abbiamo titolato “E se avessimo Regione noi?” in cui abbiamo incontrato su dieci temi per noi decisivi per il futuro della Lombardia, centinaia di operatori, persone che si misurano quotidianamente con essi e che da diverse postazioni e punti di vista hanno cominciato a descrivere, insieme allo scenario dell’oggi, ciò che servirebbe domani. E’ stato un buon inizio che ha raccontato un’idea di politica e un’idea di PD.

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