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22 Ottobre 2012

Primarie, parliamo di governo
basta polemiche interne

Argomento: Politica
Autore: Giorgio Merlo

Le primarie, almeno per il Pd, sono state volute e organizzate per scegliere il candidato a Premier della coalizione di centro sinistra. E quindi, nella sostanza, chi dovrà guidare il dopo Monti e con quale programma di governo. Queste sono e restano le priorità a cui il dibattito durante le primarie devono dare una risposta politica e programmatica.

Ora, ad oltre un mese di dibattito e di confronto politico, quali sono i temi attorno ai quali si è concentrata l'attenzione dei media supportata e avallata da alcuni candidati? E, in particolare, il sindaco di Firenze? Allora, riassumiamoli questi temi. E cioè, chi rottamare e chi cacciare dal Parlamento e quindi, presumo, anche dal Pd. Quante deroghe si dovranno fare per le prossime candidature, ovviamente nel Pd. Come insultare, dileggiare, denigrare quotidianamente i principali dirigenti del Pd. Tutti temi che, com’è ovvio, centrano come i cavoli a merenda con la ragione sociale che ha richiesto la celebrazione delle primarie. E cioè, il programma di governo della futura coalizione di centro sinistra.

Adesso il sindaco di Firenze ci ha rassicurato che smetterà di contestare e di insultare quotidianamente i dirigenti del Pd, cioè del suo partito. Un compito, tra parentesi, che sta svolgendo egregiamente da anni tutta la destra berlusconiana, quella politica e quella giornalistica. Forse è arrivato il momento opportuno per concentrare l'attenzione su ciò che il Pd vuole e chiede per sostituire tra 6 mesi Mario Monti alla guida del governo. E quindi, definire il programma di governo. Chiarire il sistema di alleanze. E spiegare con altrettanta chiarezza cosa vuole fare il Pd "da grande". Insomma, affrontare la partita delle primarie per quello che sono. E cioè, politica e progetto e programmi e politica. Il resto, come purtroppo è emerso sino ad oggi, appartiene al gossip e a temi che sono radicalmente estranei a tutto ciò che è vagamente avvicinabile al cuore delle cosiddette primarie di coalizione.

Fuorché, e qui è il punto vero della intera questione, non ci sia la volontà, neanche tanto nascosta, di contribuire per motivi alquanto misteriosi, ad indebolire o perlomeno di sfregiare il profilo e soprattutto le ambizioni di governo del Partito democratico. E a questa domanda occorrerà, prima o poi, dare una risposta. Al di là di qualunque polemica e di qualsiasi contestazione alla legittima posizione politica del sindaco di Firenze.

Perché in questa fase politica il Pd è indubbiamente una forza politica di governo, riformista con grandi aspettative da parte di larghi settori della pubblica opinione italiana. Ma queste aspettative non possono convivere con una violenta polemica interna dove la "cacciata" del "vecchio" diventa lo sport preferito. Perché delle due l'una. O si pensa che un partito può competere per il governo del paese e allora la sua unità interna è la precondizione per centrare quell'obiettivo. Oppure l'obiettivo è quello di sbarrare quella strada e allora, altrettanto coerentemente, la strada migliore è quella di scatenare una polemica interna violenta e spregiudicata con dosi massicce di attacchi personali ai principali leader del partito. In particolare quelli che rappresentano, agli occhi della pubblica opinione democratica e non, quasi la fisionomia e il profilo politico e culturale del partito.

Adesso si tratta di scegliere. Se prevale la prima strada il confronto tra i vari candidati del Pd sarà tutto politico e programmatico. Se dovesse malauguratamente avere il sopravvento la seconda, sarebbe altrettanto chiaro l'obiettivo: e cioè, la demolizione del Pd come partito democratico, riformista e unito per candidarsi alla guida del paese. Saranno solo i comportamenti a dirci quale sarà la strada che verrà intrapresa. Molti restano fiduciosi che chi vuole "sfregiare" l'immagine e il ruolo del Pd saranno sconfitti. Auguriamoci che abbiano ragione. Per il bene del Pd e soprattutto per la credibilità del futuro centro sinistra.

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